Dopo quattro
anni in Italia è arrivato il momento della partenza. Anche se torniamo a casa,
è un momento triste perché dovremo separarci di tante persone a cui vogliamo
bene. Parlo della meravigliosa gente che abbiamo conosciuto in questo periodo.
Della gente che ci ha fatto un posto nelle loro vite. Della gente che ci ha
trattato benessimo. Della gente che non dimenticheremo mai e che rimarrà per
sempre nei nostri cuori. Della gente che ha fatto che la nostra “avventura
italiana” sia indimenticabile. Vorrei ringraziare tutti.
Grazie a Fausto, collega di José Luis, ma anche grande amico, per essere
stato il nostro cicerone sin dall’inizio, perché sei stato sempre disponibile
per le nostre domande e per aver ascoltato le lamentele di José Luis nei brutti
momenti.
Grazie alle
maestre e il personale dell’Asilo Nido Giocolando di Collegno, con cui le nostre bimbe hanno imparato l’italiano e dove ci
siamo trovati benissimo sin dal primo giorno. A Calina, per il tuo lavoro
silenzioso, ma imprescindibile. A Pina, la cuoca, per la tua simpatia e perchè
hai insegnato alle nostre figlie i sapori italiani. A Mirella, perché sei una
capitano stupenda che sa guidare la nave anche sotto il temporale. Alle maestre
Elsa e Chiara, perché avete fatto il possibile perché ci capissimo quando non
parlavo ancora bene l’italiano e per inserire Ruth in un nuovo posto. E alle
maestre Alessandra, Sharon e Stefania, per la vostra simpatia, per quanto avete
coccolato le mie cucciole, per quanto hanno imparato insieme a voi, perchè so
che si sono divertite tantissimo con voi e per quanto volete bene Ruth e Judith.
Siete meravigliose.
Grazie alle
mamme dei bambini del nido, perché ci avete
accolto e ci avete fatto sentire parte del gruppo: Michela, mamma di Federica
ed Alessandro; Nadia, mamma di Rebecca; Stefania, mamma di Susanna e Luca; Mascia,
mamma di Giorgia e Gabriele,...
E, tra
queste mamme, grazie in speciale ad Agata, mamma di Maya, per tutte le
camminate che abbiamo fatto insieme (devi promettere che continuerai quando me ne
sarò andata), per tutte le volte che, non riuscendo ad andare a camminare, ci
siamo trovate a pranzo e condiviso il dolce per non ingrassare (ahahah) e per
la tua sincera amicizia.
Grazie a Feli (di Madrid), perché sei stata un’isola spagnola nei miei
primi mesi nel mare italiano, per tutte le mattine che abbiamo passato insieme
con la scusa di fare solo un caffè e abbiamo parlato per ore, per avermi fatto
capire tanto su i modi da fare italiani e per tutte le volte che mi hai fatto
ridere con i tuoi faterelli.
Grazie a
”Las chicas”, il gruppetto di donne
spagnole, Marisa (di Zaragoza), Loli (di Barcellona), Rosa (di Valladolid) e
Tamara (di Madrid), per tutte le mattine di giovedì condivise, le chiacchiere e
i caffè, perché siete sempre state molto carine con me, perché mi avete
proccurato i miei unici lavoretti italiani e perché anche voi mi avete spiegato
tante cose che ci voleva sapere sulla vita in Italia.
Grazie al
CTP 66 Martiri di Grugliasco, per organizzare
i corsi d’italiano dove ho conosciuto delle persone stupende. All’insegnante
Giusy, perché mi hai inserita nell’italiano e mi hai fatto conoscere il
concorso Lingua Madre. All’insegnante Lidia, perché hai
fatto che la mia “avventura italiana” sia più piacevole, perché hai condiviso
con me e con le altre non solo lezioni ma anche chiacchiere, confidenze,
consigli e qualche dolcetto, perché mi hai supportata e sopportata, perché hai
fatto resvegliare la mia passione per la scrittura e, insomma, perché non sei
più la mia insegnante ma una mia amica. Mi mancherai tantissimo.
Grazie alle
mie colleghe di studio, per tutte le ore
che abbiamo passato insieme e perché mi avete fatto capire quanto sia difficile
per alcuni stranieri andare via dal proprio paese cercando un futuro migliore.
A Catalina (Romania), per la tua dolcezza, ti auguro tanta felicità e una bella
famiglia; a Larissa (Rusia), perché sei stata la mia prima tifosa, ti auguro una
vita piena insieme alla tua stupenda famiglia; a María (Spagna), perché hai
allucinato e riso con me sulle cose diverse che ci siamo trovati qui e non ci
sono in Spagna, ti auguro che tu trovi un lavoro che ti piaccia e che tu sia
felice; a Andreea (Romania), perché sei piena d’illusioni e di desideri, spero
che tu lasci indietro i tuoi dubbi e le tue paure e ti auguro che tu raggiunga
al più presto il tuo desiderato futuro; a Sonia (Tunisia), perché mi hai fatto
capire che c’è ancora gente che si impegna e lotta per il futuro del suo paese,
vi auguro il meglio, a te e alla Tunisia; e a Roza (Brasile), l’ultima arrivata,
per avere condiviso con noi il tuo meraviglioso talento, ti auguro che si
avverino i tuoi sogni e che tu sia molto felice.
Grazie alla
maestra di danza, Serena, perché Ruth ha
scoperto il mondo della danza con te, perché si divertiva tanto quando andava
da te a lezione e perché i saggi che avete preparato l’hanno fatto sentirsi una
vera ballerina e un po’ principessa. Ti auguro tanto successo, sei una
bravissima insegnante.
Grazie alle
maestre della Scuola Materna Wera Leumann di Collegno. A Maria e Antonia che hanno conosciuto Ruth l’anno scorso,
quando era un po’ incontrollabile, per la vostra pazienza infinita. A Rosa, perché
sei una brava maestra e perché sei stata molto paziente con le risposte, tante
volte dispettose, di Ruth; e a Katia, per aver seguito Ruth questi due anni,
perché non l’hai lasciata perdere, perché le hai trasmesso il piacere della
lettura, perché abbiamo imparato a capire un po’ meglio nostra figlia, perché
la vuoi bene e perché, in somma, hai tenuto la sua mano durante questa tappa di
crescita.
Grazie ai
genitori e ai nonni dei compagni di Ruth, per la vostra simpatia e per tutti i minuti che abbiamo condivisi nel
solito caos del corridoio e ai giardini davanti alla scuola, in cui abbiamo
passato più tempo a cercare i piccoli, che si erano nascosti dietro la solita
siepe o erano andati in piazza, che a parlare tra di noi. Anche a tutti ibambini della sezione blu, quella di Ruth, per i bellissimi disegni e pensieri che hanno regalato a lei. E uno speciale
ringraziamento alle colleghe volontarie della Biblioteca della scuola con cui
mi sono trovata sempre benissimo. A Ida, nonna di Federica, Adrianna, nonna
d’Agnese, e Silvia, nonna di Giulia, perché è stato un piacere lavorare con voi
e sentire il vostro parere di nonne. Tutti i nonni fate un grosso lavoro
prendendovi cura dei vostri nipoti quando il lavoro costringe i vostri figli. A
Silvana, mamma di Marco, perché sei autentica e trasparente e quello mi piace
tanto; perché, malgrado a tutto, non hai mai perso il sorriso e sei riuscita a
tenere il tuo carettere solare; ti auguro tanta felicità. E a Lia, mamma di
Francesco, perché hai avuto fiduzia in me, sono contenta perché hai capito che
devi andare avanti, che non devi continuare il viaggio in treno se hai voglia
di scendere e fare il resto della strada camminando, so che avrai un lieto fine
perché lo meriti.
E, per
ultimo, grazie alla famiglia Rapetta–Carbone, cioè, Marco, Cinzia,
Giulia e Davide, con cui siamo andati d’accordo da quando ci siamo conosciuti.
Quattro persone meraviglose che ci hanno aperto la porta di casa loro e ci
hanno fatto sentire come a casa nostra. Grazie a Marco per avere fatto venire
José Luis alla partita di calcetto che tanto gli mancava da quando siamo
arrivati e per tutte le grigliate che ci hai preparato. Grazie a Giulia per la
tua pazienza con Ruth, perché, anche se litigate ogni cinque minuti, so che vi
volete benissimo. Grazie al tenero Davide, troppo piccolo per capire che la tua
amica Judith, “Ith” come la chiami tu, va via e non vi vedrete così spesso, ci
mancherai. E grazie a Cinzia per tutto l’italiano che mi hai fatto imparare,
per tutte le confidenze e le chiacchiere su skype, per i consigli, per quanto
ti sei preoccupata per noi, per tutte le volte che ci siamo trovati fuori per
farmi più leggero il tempo in cui mi trovavo da sola con le piccole e,
soprattutto, per la vera amicizia che mi hai regalato. Ci mancherete
tantissimo, vi vogliamo bene.
Ora ci resta
solo imballare le nostre cose e traslocare, ma partiremo con i cuori spezzati.
Grazie a tutti voi.
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